USA

I rapporti di import-export tra l’Europa e gli Stati Uniti sono da sempre uno dei pilastri portanti dei mercati di entrambe le unioni. Per l’Italia la vendita di prodotti enogastronomici in America è sempre stato uno dei mercati traino dell’economia se si pensa che circa il 32% di vino italiano viene esportato ogni anno oltraoceano rappresenta solo una piccola fetta della produzione di beni enogastronomici nostrani.

Se il consumo di vino negli Stati Uniti continua ad aumentare, nonostante la crisi, questo è dovuto principalmente a due categorie di consumatori di vino importanti: i giovani e le donne, specialmente nella fascia d’eta compresa tra i 21 e i 33 anni. Il consumo di vino in America tra le donne infatti è estremamente importante perchè sono le donne a determinare le scelte d’acquisto delle famiglie e, inoltre, dimostrano spesso una particolare attenzione al rapporto qualità/prezzo e una sensibilità verso i valori aggiunti del vino.

Spesso il consumatore americano preferisce una bottiglia di vino italiano non solo per un determinato sapore, ma anche, e soprattutto, per la cultura e la tradizione che quella bottiglia trasmette. I vitigni autoctoni italiani hanno acceso l’interesse del consumatore, dando nuovo impulso alle vendite.

Certamente la diffusione della ristorazione italiana, apprezzata più di qualsiasi altra e da tempo sdoganata dalla nicchia di cucina etnica, è stata un notevole punto di forza nell’esportazione e nella vendita di vino italiano in America.

Una nota interessante riguarda i vini prodotti da varietà indigene delle regioni minori, quali ad esempio Falanghina o Aglianico dalla Campania, Primitivo dalla Puglia e molti altri. Varietà di vino fino a cinque anni fa praticamente introvabili negli Stati Uniti ora sui menù dei maggiori ristoranti. Negli ultimi tempi il tipo di vino che viene importato maggiormente è il prosecco che viene consumato in prevalenza dalle donne.

Un cambio nelle tendenze dei vini più apprezzati rispetto al passato proviene dalla generazione dei Millennials (21-38 anni) che ha cominciato a considerare il bere vino come un piacevole passatempo determinando forti cambiamenti nei modelli di acquisto e consumi di vino in America.

I Millennials si distinguono infatti per il loro interesse verso “nuove” uve e vogliono avere vasta scelta per poter esprime i valori legati alla cultura del vino.

Per il mercato del vino in America la generazione dei Millennials comporta una sfida e un’opportunità allo stesso tempo: mai come oggi è stato così facile raggiungere una audience mirata come questa e convincerla a provare qualcosa di nuovo.