Il Brasile è un grande Paese a reddito medio con ambizioni di leadership regionale e globale, nonostante un contesto economico complesso. Tra i principali punti di forza figura un’industria nazionale ampia e diversificata, che garantisce competitività in numerosi settori. Il Paese dispone inoltre di enormi risorse agricole e zootecniche, tra cui soia, mais, riso, caffè, canna da zucchero, frutta tropicale, cacao, cotone, tabacco e carni, e di importanti giacimenti minerari come oro, ferro, manganese, bauxite, niobio e nichel.
Questo quadro rende il Brasile uno dei mercati più strategici e dinamici dell’America Latina.
Il Brasile figura tra i maggiori mercati consumatori di vino al mondo, con un valore stimato di circa 2,3 miliardi di euro. Il 35% del mercato è costituito da vini con prezzo superiore a 2,5 euro a bottiglia. I vini importati rappresentano il 30% dei consumi totali.
L’Italia è oggi il quarto fornitore estero, con una quota del 6,8%, preceduta da Cile, Argentina e Portogallo. In crescita le importazioni di vino fermo italiano (+10,6% nel 2024) e degli spumanti (+6,4%), con l’Italia che raggiunge il 14% del mercato degli spumanti, in aumento rispetto al 12,8% del 2023.
A rafforzare ulteriormente queste prospettive contribuisce l’accordo Unione Europea–Mercosur, che introduce nuove opportunità di crescita, in particolare nel vino e nell’enogastronomia, comparti in cui la reputazione di qualità del Made in Italy rappresenta un vantaggio competitivo decisivo.
Trend & Opportunity
- Aumento dell’interesse per vini di fascia medio-alta, che rappresentano già oltre un terzo del mercato;
- Crescente valorizzazione e successo dei vini italiani, grazie alla loro reputazione di qualità, alle caratteristiche di tradizionalità e alla diversità dell’offerta;
- Maggior attenzione del consumatore brasiliano verso prodotti premium e spumanti;
- Introduzione di nuove etichette sul mercato: il pubblico brasiliano dimostra interesse per cantine e vini non ancora conosciuti. (ICE&UIV)